martedì 11 novembre 2008

SI E' COSTITUITA A VIETRI l'ASSOCIAZIONE VIETRI 1806: UNA ASSOCIAZIONE NUOVA PER PERSONE VECCHIE.

Nasce a Vietri un'altra Associazione (ormai spuntano come funghi) denominata Comitato Cittadino Vietri 1806, composta da Vittorio De Luca ed altri, "mi sembra - dichiara Vincenzo Solimene segretario politico di Terra e Libertà - un'altra minestra riscaldata, i componenti di questa Associazione sono ben noti alla cittadinanza vietrese... ci manca solo l'Associazione Napoli 1799 e poi siamo a posto... mah altri commenti mi sembrano effettivamente superflui".

sabato 8 novembre 2008

MASSIMO D'ALEMA: SI PUO' APRIRE UNA NUOVA FASE POLITICA

6 novembre 2008
PRIMO PIANO Articolo
Si può aprire una nuova fase politica
Massimo D'Alema partecipa a YouDem
Dopo l'elezione di Obama, la voglia di cambiamento parte dall'America, arriva in Europa, in Italia e si diffonde in tutto il mondo. Quali sono i nuovi scenari e le strategie che ci attendono? Ne ha parlato Massimo D'Alema intervenendo in diretta dagli studi di YouDem.La vittoria di Obama. Per Massimo D'Alema la grande voglia di cambiamento che arriva dagli Stati Uniti “mai come questa volta si estende in tutto il mondo”. Un evento che tocca le attese, le speranze e gli assetti politici internazionali perché dimostra come fosse davvero “un cambiamento necessario”. “E' stata una vittoria schiacciante del Partito Democratico e non è solo per la forza personale di Obama. Ha vinto l'opposizione a Bush e al fallimento della sua amministrazione che ha portato l'America al centro di una guerra sbagliata, ridotto il suo prestigio internazionale e creato le condizioni della crisi economica mondiale”.Lo scenario europeo. D'Alema si mostra scettico all'idea che l'attuale Europa governata in prevalenza da forze conservatrici possa rimanere schiacciata dalla vittoria di Obama. “Ci troviamo di fronte al paradosso – ha dichiarato – di uno scambio di ruoli tra l'Europa, culla delle forze riformiste, e gli Stati Uniti, patria della politica neo-liberale. Gli Usa ora si trovano il prima fila per sconfiggere i conflitti e le diseguaglianze e l'Europa in difficoltà e non all'altezza a rispondere alle nuove sfide”. “Il socialismo europeo non viene schiacciato dalla vittoria di Obama. Basta pensare come la vittoria di oggi pone le sue basi nella coalizione di Clinton. Lo testimonia il fatto che parte dello staff di Obama è quello di Clinton. Il dato più importante è che la svolta americana ci pone davanti ad una grande sfida culturale e alla necessità di un ricambio generazionale. Obama è bianco, è nero, è veramente il primo leader globale. Ma pochi hanno posto l'accento che faccia parte di una nuova generazione”.Dove si colloca il PD in Europa. Per D'Alema “c'è un enorme provincialismo nella politica nell'informazione e nel Paese stesso. Tutto si misura in termini molto ristretti, troppo”. Per l'ex ministro degli Esteri il termine di confronto è mondiale e non limitato a piccoli panorama. “Se la vittoria ci spiazza? Meno male! Si apre una vera sfida al cambiamento. Una sfida di grande respiro che vada oltre i confini del socialismo europeo. Non riesco a pensare a chi avrebbe gioito della vittoria di McCain, forse solo un piccolo gruppo in Italia”. “Il PD è chiamato a parlare il linguaggio del nuovo secolo. Noi abbiamo costruito un partito che è all'avanguardia nel riformismo europeo”.Medio Oriente. D'Alema ha ricordato come l'amministrazione Bush sia stata l'unica a prendere ufficialmente l'impegno solenne di ratificare un patto di pace tra palestinesi e israeliani entro la fine del suo mandato. Una promessa non mantenuta che si aggiunge alle altre fallimentari imprese in politica estera di Bush. Una catena di crisi continue nel Medio Oriente. “Condivido quanto detto da Madeleine Albright: il problema non è il numero di soldati da mandare. Il problema è cambiare strategia. Non sarà facile per Obama venir via dall'Irak e dall'Afghanistan dove Karzai continua a denunciare gli attacchi sui civili”. “La chiave di volta – ha continuato - è la situazione israeliano-palestinese che rappresenta la ragione storica del rancore del mondo islamico contro l'Occidente. Non è più un conflitto nazionale, ora è uno scontro religioso. Ha, dunque, un'importanza fondamentale il carattere simbolico di costruire la pace a Gerusalemme, cuore delle religioni monoteiste. Con la pace tra i due storici contendenti, il fondamentalismo perderà una delle sue ragioni della sua esistenza, una delle sue bandiere”. Le soluzioni per D'Alema sono alla portata di mano. “La pace è scritta e comporta che si rispettino le risoluzioni del Onu. I confini territoriali vanno riportati a quelli stabiliti negli accordi del 1967; Gerusalemme sarà la capitale di due stati; occorrerà impedire che i profughi palestinesi possano tornare in massa a Gerusalemme rompendo gli equilibri ora raggiunti. Ripeto, le condizioni reciproche sono state già scritte. Sarà necessaria anche una presenza militare di sicurezza e aiuti economici di sostegno. Il problema sta nella volontà politica di realizzare tutto questo. Le soluzioni esistono tocca trovare il coraggio politico di applicarle”.La Russia. Nel clima di felicità che ha avvolto il mondo dopo la svolta americana, stona la politica aggressiva russa, in risposta allo scudo spaziale statunitense in Polonia, di ampliare la propria dotazione missilistica. Per D'Alema “esiste una tensione crescente molto preoccupante. Pesa l'accrescere di un nazionalismo assertivo che ritorna dopo l'epoca di Eltsin. Anche l'atteggiamento americano è sbagliato laddove mina gli equilibri tra le forze europee. Bisogna evitare l'escalation di provocazioni inutili che animano la tensione. Sono ottimista che in America si sta riflettendo su come applicare una politica più efficacie e meno muscolare”.Salire sul carro dei vincitori. D'Alema non vede eccessiva la trasposizione della vittoria di Obama nel panorama italiano soprattutto per quello che riguarda l'atteggiamento del PD. “È necessario mantenere un buon rapporto con gli Usa, basato sul rispetto reciproco anche davanti ai dissensi. Dà fastidio, invece, il travestirsi in seguaci di Obama nelle ultime ore. Berlusconi che dà consigli fa parte dello spettacolo, triste, di casa nostra. Mi auguro che il governo italiano collabori con gli Stati Uniti di Obama così come noi abbiamo fatto quelli di Bush”. “Il PD è felice per la vittoria di Obama, per la svolta internazionale e per il segnale positivo che ricadrà sull'opinione pubblica europea dove soffiava troppo forte il vento della destra. Noi sosteniamo le stesse idee di Obama, le stesse idee che McCain ha definito socialiste. A partire dalla vittoria, ci sentiamo più forti perché temi come quello della tutela dell'ambiente, del multilateralismo e della pace tornano al centro della politica internazionale.”La luna di miele di Berlusconi con il Paese si è incrinata soprattutto intorno alla scuola. Il governo sta cercando di correre ai ripari perché ha capito che si è rotto il rapporto con le nuove generazioni. A questo va aggiunto l'inadeguatezza a rispondere in maniera concreta alla crisi economica. Si può aprire una fase politica nuova, per il PD non è solo un'opportunità ma anche una grande responsabilità”.

giovedì 6 novembre 2008

NUOVE POLITICHE PER IL MEZZOGIORNO: 4° SEMINARIO DI FUTURA SCUOLA DI FORMAZIONE DEL PD CAMPANO

Agli Iscritti della Scuola Futura del
Partito Democratico della Campania

Carissimi,

vi invitiamo a partecipare al 4° Seminario, promosso dalla Scuola Futura, sul tema:

“NUOVE POLITICHE PER IL MEZZOGIORNO”

L’incontro si terrà, VENERDI’ 14 NOVEMBRE alle ore 16.00 - presso la sede regionale del PD della Campania - alla Via Generale Orsini, 30 Napoli


Relazioneranno: on. FRANCESCO BOCCIA
Commissione Bilancio, Programmazione e Finanze – Camera Deputati
PAOLA DE VIVO
Professore Associato – Sociologia Economica Federico II


Vi aspettiamo!

Il Responsabile “Scuola Futura”
on. Pasquale Ciriello



Napoli, 29.10.2008


mercoledì 5 novembre 2008

IANNUZZI (PD CAMPANIA): VITTORIA DI OBAMA APRE UNA NUOVA FASE STORICA

Iannuzzi, Vittoria di Obama apre nuova fase storica
Dichiarazione dell’on. Tino Iannuzzi, deputato del Pd e segretario regionale della Campania. “La straordinaria vittoria di Barack Obama apre una fase storica ricca di significato, di passione civile e di prospettive per gli Usa per il mondo intero. Di fronte alle tante incertezze e alle tante paure che attraversano il nostro tempo, la elezione di Obama segna con forza il ritorno della speranza, della fiducia nella capacità dei governi di costruire un nuovo orizzonte di progresso, di giustizia sociale, di tutela della persona e dei suoi diritti, della integrazione equilibrata e pacifica tra religioni, etnie e culture diverse, di pace e dialogo tra i popoli, di sviluppo eco compatibile e rispetto dell’ambiente. Gli Usa hanno scelto con grande coraggio una via profondamente nuova, destinata ad indirizzare positivamente la vita e il percorso dell’Europa e del nostro Paese”.

LA STORIA CAMBIA: GRANDE VITTORIA DI BARACK OBAMA NEGLI STATI UNITI. E' LUI IL 44° PRESIDENTE AMERICANO.

5 novembre 2008
INTERNAZIONALE Copertina
Tutto può accadere
Il primo discorso del 44esimo Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama
A Chicago Barack Obama ha tenuto il suo primo discorso da Presidente degli Stati Uniti.

"Buonasera Chicago! Se c’è ancora qualcuno là fuori che dubita del fatto che l’America sia il posto dove tutto è possibile, che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri sia vivo oggi, che ancora si interroga sul potere della nostra democrazia, stasera ecco la risposta. E’ la risposta che hanno dato le file davanti le scuole e le chiese, mai così lunghe nella storia di questo paese, fatte da gente che ha atteso tre ore, quattro ore, molti per la prima volta nella loro vita, perché credevano che questa volta poteva essere diverso, e che la loro voce poteva essere quella differenza. E’ la risposta data da giovani e vecchi, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, nativi americani, gay, etero, disabili e non disabili. Americani, che hanno inviato al mondo il messaggio che noi non siamo mai stati solo un insieme di individui o un insieme di stati rossi e stati blu.
Noi siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti d’America.
E’ la risposta che ha guidato tutti coloro ai quali per lungo tempo e da molti è stato detto: siate scettici, abbiate dubbio e paura, riguardo a quello potrà succedere! ...e li ha guidati a mettere le proprie mani sul cammino della storia per dirigerlo ancora una volta verso la speranza di un giorno migliore.
C’è voluto molto tempo, ma stasera, grazie a quello che abbiamo fatto in questa giornata, in questa elezione, in questo specifico momento, oggi il cambiamento è in America.
Poco prima, in serata, ho ricevuto una chiamata di straordinaria cortesia dal Senatore Mc. Cain.
Il Sen. Mc Cain si è battuto a lungo e con tenacia in questa campagna. E ha combattuto ancora più a lungo e con tenacia per il Paese che ama. Ha sostenuto per l’America sacrifici che molti di noi non potrebbero nemmeno immaginare. Siamo grati per il servizio reso all’America da questo leader audace e coraggioso.
Mi congratulo con lui. Mi congratulo con il Governatore Palin per ciò che sono riusciti a realizzare. E sono impaziente di lavorare con loro per rinnovare la promessa di questo Paese, nei mesi che verranno.
Voglio ringraziare il mio compagno di viaggio, un uomo che ha fatto una campagna elettorale di cuore, che ha parlato in nome degli uomini e delle donne coi quali è cresciuto per le strade di Scranton e coi quali torna in treno a casa, in Delaware: il vice presidente eletto degli Stati Uniti, Joe Biden.
E non sarei qui stanotte se non fosse stato per il sostegno incessante del migliore amico dei miei ultimi 16 anni, pilastro della nostra famiglia, amore della mia vita, la First Lady Michelle Obama.
Sasha e Malia: vi amo più di ciò che possiate immaginare; vi siete meritate il nuovo cucciolo che verrà con noi alla Casa Bianca.
E anche se non è più con noi, io so che mia nonna ci sta guardando, come ci guarda la famiglia grazie alla quale io sono ciò che sono. Mi mancano, stasera, e so che il debito che ho nei loro confronti è incommensurabile!
A mia sorella Maya, a mia sorella Alma, a tutti i miei fratelli e le mie sorelle: grazie per il sostegno che mi avete dato. Vi sono grato.
Al responsabile del mio staff elettorale, David Plouffe, taciuto eroe di questa campagna, che ha realizzato la migliore, la migliore campagna politica, penso, della storia degli Stati Uniti d’America!
Al mio capo stratega, David Axelrod che è stato mio partner in ogni passo del cammino percorso.
Alla migliore squadra elettorale mai messa assieme nella storia politica: a voi tutto ciò è dovuto, e vi sarò per sempre grato per quello che avete sacrificato per realizzarlo.
Ma al di sopra di tutto, non dimenticherò mai coloro ai quali realmente appartiene questa vittoria. Appartiene a voi! Appartiene a voi!
Non sono mai stato un candidato favorito per questa carica. Non abbiamo mai avuto né molto denaro né molto consenso. La nostra campagna non è stata ordita nelle stanze di Washington. È cominciata nei cortili di Des Moines, nei soggiorni di Concord, sotto i portici di Charleston. E’ stata fatta da uomini e donne che hanno dato quel poco che avevano da dare: 5 o 10 o 20 dollari per la causa.
Ha tratto la propria forza da quei giovani che hanno respinto il mito di una generazione apatica e hanno lasciato le proprie case e le proprie famiglie per lavori che offrivano pochi soldi e ancor meno riposo. Ha preso la propria energia da quei meno giovani che hanno sfidato il freddo gelido e il caldo bruciante per bussare alle porte di perfetti sconosciuti, e dai milioni di americani che hanno prestato la propria opera volontaria e lavorato e provato che, più di due secoli dopo, il governo delle persone, dalle persone e per le persone non è stato inghiottito dalla Terra.
Questa è la vostra vittoria!
E io so che non avete fatto tutto ciò che avete fatto per vincere un’elezione. E so che non l’avete fatto per me.
Lo avete fatto perché capite l’enormità del compito che abbiamo davanti. Perché anche se stanotte stiamo festeggiando, sappiamo bene che le sfide che ci attendono domani saranno le più importanti della nostra vita: due guerre, un pianeta in pericolo, la peggiore crisi finanziaria del secolo.
Anche se stanotte siamo qui, sappiamo che ci sono dei coraggiosi americani che si stanno svegliando nei deserti dell’Iraq e nelle montagne dell’Afghanistan per rischiare le proprie vite per noi.
Che ci sono madri e padri che resteranno svegli dopo che i loro bambini si saranno addormentati e si chiederanno come faranno con l’ipoteca o a pagare il conto del medico o a risparmiare abbastanza per l’università dei loro figli.
Ci sono nuove energie da imbrigliare, nuovi posti di lavoro da creare, nuove scuole da costruire, minacce da fronteggiare, alleanze da ricostruire.
La strada che abbiamo davanti è lunga. La salita è ripida. Potremmo non arrivarci in un anno e nemmeno in un mandato. Ma, America, non ho mai auto tanta speranza quanta ne ho stasera sul fatto che ci arriveremo! Io vi prometto che noi ci arriveremo!
Ci saranno ostacoli e false partenze. Molti non concorderanno con tutto ciò che deciderò o con le mie politiche da Presidente. E sappiamo che il governo non può risolvere ogni problema.
Ma sarò sempre onesto con voi riguardo alle sfide che dovremo affrontare. Vi ascolterò, soprattutto quando non sarete d’accordo. E, sopra ogni cosa, vi chiederò di partecipare alla ricostruzione di questa nazione, nell’unico modo in cui l’America è stata fatta per 221 anni - - edificio per edificio, mattone per mattone, mano callosa per mano callosa.
Ciò che è cominciato 21 mesi fa nel cuore dell’inverno non può terminare in questa notte d’autunno.
Questa vittoria da sola non è il cambiamento che vogliamo. E’ solo l’opportunità di realizzare quel cambiamento. E ciò non può accadere se ritorniamo indietro al modo in cui le cose erano.
Non può accadere senza di voi, senza un nuovo spirito di servizio, un nuovo spirito di sacrificio.
Dunque facciamo appello ad un nuovo spirito di patriottismo e di responsabilità, per cui ognuno di noi si rimbocchi le maniche e lavori duramente e si prenda cura non solo di sé stesso ma anche degli altri.
Ricordiamoci che se la crisi finanziaria ci ha insegnato qualcosa è che non possiamo avere un Wall Street ricco e un "Main Street" (n.d.t inteso nel senso del popolo, della gente comune) in sofferenza.
In questo paese, nasciamo e moriamo come Una Nazione, Un Popolo. Non cediamo alla tentazione di ricadere nella faziosità, nella chiusura mentale e nell’immaturità che ha avvelenato la nostra politica così a lungo.
Ricordiamoci che è stato un uomo originario di questo stato a portare per primo lo stendardo del Partito Repubblicano alla Casa Bianca, un partito fondato sui valori dell’autostima, della libertà individuale e dell’unità nazionale.
Quei valori sono valori che tutti noi condividiamo. E mentre il Partito Democratico vince un’importante elezione stanotte, noi lo facciamo con una dose di umiltà e determinazione a sanare le divisioni che hanno ostacolato il nostro progresso.
Come disse Lincoln di fronte ad una nazione ben più lacerata della nostra, noi non siamo nemici ma amici. Anche se le nostre passioni possono averci infiammato, non devono rompersi i nostri legami di affetto.
E per quegli americani il cui sostegno non ho ancora guadagnato: posso non aver vinto il vostro voto stanotte, ma sento le vostre voci, ho bisogno del vostro aiuto. E sarò anche il vostro Presidente.
E per tutti coloro che stanotte ci guardano al di là delle nostre sponde, da palazzi e parlamenti, per coloro radunati attorno alle radio negli angoli dimenticati del mondo: le nostre storie sono differenti, ma il nostro destino è comune, ed una nuova alba per una leadership americana è a portata di mano.

A Barack Obama e John Mc Cain ha inviato due messaggi il segretario del PD, Walter Veltroni.

Il messaggio a Obama“Caro senatore Obama la sua vittoria può cambiare il mondo. La straordinaria affermazione da lei conseguita nel voto per la casa Bianca ci ha riempito di gioia: è un evento straordinario, un vero e proprio cambio destinato a riflettersi nella storia
del suo paese ed insieme a modificare, come un grande vento, le speranze e gli assetti del mondo. Noi, democratici italiani, abbiamo seguito con passione la sua campagna elettorale, l'affermarsi di una nuova leadership e
di nuove idee capaci di conquistare i cuori e la mente degli americani e di affermare una visione del mondo fatta di progresso, solidarietà, uguaglianza, sviluppo compatibile.
Tra l'Italia e gli Stati Uniti c'è una lunga tradizione di amicizia che ha al suo centro la vittoria contro il fascismo e il nazismo e la difesa dai totalitarismi. La sua vittoria e il suo arrivo alla Casa Bianca sono accolti
dal popolo italiano come una positiva possibilità di rafforzare questa amicizia e collaborazione. A questo noi ci impegniamo, volendo anche rafforzare i legami che da sempre ci uniscono al Partito democratico degli Stati Uniti. Le invio i miei più cordiali saluti e i nostri complimenti”.


Il messaggio inviato a Mc Cain
“Gentile senatore John Mc Cain, le rivolgo i miei personali complimenti e quelli del mio partito in una giornata che vede l'affermazione elettorale del suo contendente Barak Obama.
Il mio partito in Italia ha seguito con grande attenzione la lunga e appassionante campagna elettorale americana e guardato con rispetto alla sue posizioni anche se il nostro sostegno è andato al candidato del Partito democratico a cui siamo da sempre vicini.
Eppure ho particolarmente apprezzato il suo comportamento nel confronto elettorale e specie in queste ultime ore: il modo in cui lei ha riconosciuto la vittoria del suo avversario il tono limpido con cui si è rivolto ad Obama
e all'intero suo paese con spirito di unità, non di divisione o di conflittualità. Questo suo comportamento ha suscitato insieme ammirazione per il suo comportamento e ha confermato, se ancora ve ne fosse bisogno, la straordinaria vitalità della democrazia americana. Le invio i miei più
cordiali saluti”.

martedì 4 novembre 2008

E SE VINCE OBAMA...

4 novembre 2008
INTERNAZIONALE , Articolo
E se vince Obama... La corsa al centro dei candidati presidenziali durante le ultime settimane e' stata lenta ma inesorabile. I candidati alla presidenza non sono diversi non solo sono per etnia, cultura, esperienza e temperamento, importanti e significativi punti nei rispettivi programmi elettorali li distinguono. Sarah Palin nei suoi ultimi comizi insiste nel ripetere che Obama e' per un maggior ruolo del governo, piu' tasse e quindi per un un attacco socialista alle liberismo americano. Analizzando le linee di un possibile governo guidato da Barack Obama con una forte maggioranza democratica alla Camera e al Senato si concentrerebbe su alcuni temi prioritari:Obama abbasserebbe le tasse per il ceto medio (che in America significa qualsiasi nucleo familiare che guadagni piu' di 60 mila dollari e meno di 250 mila) e eliminerebbe le agevolazioni fiscali introdotte da Bush per i benestanti con profitti e rendite superiori a 250 mila dollari annui. Attraverso una serie di manovre correttive promette di ridurre la pressione per il 95% dei lavoratori e delle loro famiglie. Conti offshore e guadagni all'estero di individui e corporation saranno ugualmente penalizzati per creare risorse e incentivare la piccola e media impresa.Sul fronte di politica estera Obama promette di trasferire immediatamente due brigate da combattimento dell'esercito e della marina dall'Iraq per concentrare lo sforzo bellico americano sull'Afghanistan e nella cattura di Osama Bin Laden. Un ritiro di buona parte delle forze armate americane dalla Mesopotamia e' stato rinviato al 2010 e maggiore attenzione e' sara' data alla stabilizzazione del Pakistan e per far fronte al crescente numero di attacchi provenienti dalle zone tribali di confine. Il candidato presidenziale americano si dice a favore di una nuova stagione del dialogo anche con i Talebani e con l'Iran e per la fine delle decisioni geopolitiche unilaterali.Sul fronte interno il tema che sta piu' a cuore ad Barack Obama e' quello delle fonti di energia rinnovabili. Centocinquanta miliardi di dollari saranno stanziati nella ricerca, per l'uso del metanolo e delle energie alternative e nella nuova generazione di biofuel, con la promessa di tagliare le emissioni dell'80% rispetto agli anni Novanta anche attraverso il commercio delle quote tra paesi.La sinistra del partito democratico con Ted Kennedy in testa spera di poter ottenere la copertura sanitaria universale ma e' probabile che inizialmente vi siano solo delle agevolazioni fiscali tramite i datori di lavoro per le familie piu' svantaggiate.Forte sara' l'investimento nell'educazione pubblica a discapito di quella privata con investimenti massicci nelle high school e con un maggior ruolo disciplinare e di responsabilita' dei genitori nelle educazione dei propri figli. Borse di studio saranno elargite per poter permettere un accesso egualitario ai college e alle universita'.Obama non condivide l'idea repubblicana che il governo debba comprare i mutui subprime dalle banche in crisi ma piuttosto in un azione aggressiva per aiutare i proprietari di casa in difficolta' per rimutuare e rimanere nelle proprie case. E' sua intenzione rivedere la corrente legislazione e aumentare le sanzioni per i broker finanziari che elargiscono prestiti senza garanzie.Per rinvigorire la stagnante economica americana, sul fronte del commercio Obama farebbe pressione sul WTO per migliorare gli accordi commerciali, non rinnoverebbe le agevolazioni concesse da Bush alla Colombia e rinegozierebbe gli accordi NAFTA con Canada e Messico che non hanno dato i risultati aspettati in termini di libero commercio. Alcuni sognano anche un New Deal di Rooselveltiana memoria attraverso una Banca delle infrastrutture che potrebbe ricevere un budget immenso fino a 15 miliardi di dollari.

COMUNICAZIONE AI SOCI

A TUTTI I SOCI
L O R O S E D I

Caro socio,

continua il nostro impegno sul territorio per realizzare gli obiettivi che ci siamo dati.

Ti informiamo, pertanto, sulle prossime iniziative in cantiere in riferimento a quanto emerso nell’ultimo incontro tenutosi presso l’Hotel Vietri:

· Formazione di gruppi di lavoro di interesse territoriale;
· Confronto politico culturale sull’attuale crisi economico-finanziaria.

Per i gruppi di lavoro indichiamo i due raggruppamenti tematici cui puoi partecipare:

1. Problematiche e aspettative del mondo giovanile;

2. Analisi socio economica e idee per lo sviluppo di Vietri sul Mare.

Al fine di partecipare al lavoro di ciascun gruppo cui intendi per dare il tuo contributo sei invitato a comunicarlo a Vincenzo Solimene, contattandolo al seguente numero telefonico 3342591128

Abbiamo, intanto, già avviato contatti con esponenti economici, politici e sindacali, in preparazione del convegno “L’impatto della crisi finanziaria sull’economia reale” ,che si terrà entro il mese di novembre.

Prossime indicazioni su data, luogo e partecipanti ti saranno comunicati appena possibile.

Cari saluti

Vietri sul Mare lì 01/11/2008


La Presidente

Simona De Santis
Il Segretario Politico
Vincenzo Solimene